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Sardara
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mwhgSardara (mwhwSàrdara in mwiasardo) è un mwiqcomune italiano di mwig3 702 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia del Medio Campidano, nell'antica mwkasubregione storica del mwkqMonreale. È un importante centro agricolo e termale. A partire dal 2005 Sardara detiene il riconoscimento di "mwkgBandiera arancione" assegnato dal mwkwTouring Club Italiano, mentre nel 2009 ha ricevuto la mwlaCertificazione Herity sulla qualità della gestione del patrimonio culturale.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Musei
• Eventi
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Il suo territorio, che si sviluppa per 56,11mwnq km², confina con la mwngprovincia di Oristano e si estende a cavallo tra la mwnwpianura del mwoaCampidano centrale e le prime colline della mwoqMarmilla; è attraversato, per circa 10mwog km, dalla mwowSuperstrada (mwpaSS131/E25) mwpqCarlo Felice e per breve tratto, nell'angolo sud-occidentale, pure dalla mwpgferrovia Cagliari-Golfo Aranci. Confina con i comuni di mwpwCollinas a nord, mwqaVillanovaforru a nord-est, mwqqSanluri ad est, mwqgSan Gavino Monreale a sud, mwqwPabillonis a ovest e mwraMogoro (mwrqOR) a nord-ovest.
La fascia pianeggiante occupa gran parte del settore centro-occidentale e meridionale del territorio, mentre nelle zone settentrionali e orientali si elevano dei rilievi collinari, alcuni dei quali superano i 300 metri mwrws.l.m.. La massima elevazione del territorio comunale si raggiunge con Punta Colòmbus, 372 m mwsas.l.m., sull'altopiano del mwsqMonte Fortuna, che si estende tra i territori di Sardara e mwsgCollinas. Nella parte centro-meridionale del territorio, si erge dalla pianura l'insieme delle colline del mwswMonreale, che prendono nome dall'omonimo castello risalente al periodo giudicale. Il centro abitato, situato al margine orientale del mwtaCampidano, si trova leggermente arroccato sul versante meridionale delle colline di mwtq"Pranu mwtgCuaddus" e di "mwtwSu Pibitziri", mentre a sud-ovest è dominato dai rilievi del Monreale e dall'omonimo castello. Nel territorio comunale scorrono diversi piccoli corsi d'acqua che fanno parte del bacino idrografico del Malu-Mannu, immissari degli stagni di Marceddì. Il centro urbano si estende a un'altezza compresa fra i 130 m circa delle periferie sud-occidentali più basse fino ai circa 200 m del lembo periferico nord-orientale. Le sorgenti di acque mwuatermali e l'equidistanza da mwuqCagliari e mwugOristano, ne hanno favorito lo sviluppo.
Storia
L'area fu abitata già in mwvqepoca nuragica, per la presenza sul territorio di notevoli ed importanti testimonianze archeologiche, tra cui mwvgnecropoli, mwvwpozzi sacri, mwwavillaggi nuragici e mwwqnuraghi molto bel conservati e molto ricchi di reperti e di testimonianze.
Fu un importante centro anche in mwwwepoca romana; nei pressi dell'abitato attuale sorgeva un centro termale chiamato mwxamwxqAquae Neapolitanae, il quale era compreso nell'antica città di Neapolis, già abitata dai cartaginesi.
Il paese attuale si sviluppò però nel mwywmedioevo. Appartenne al mwzagiudicato di Arborea e fece parte della mwzqcuratoria di Bonorzuli. Vicino sorgeva il mwzgcastello di Monreale, eretto dai giudici di Arborea. Durante le guerre di mwzwconquista aragonese della Sardegna il castello venne abitato dal principe Alfonso d'Aragona (futuro re mwaaAlfonso IV "il Buono") nel mwaq1324, che vi mandò la moglie mwagTeresa di Entenza, accompagnata da 150 uomini, affinché, colpita da malaria, si rimettesse in salute. Durante la successiva mwawguerra sardo-catalana divenne una fortificazione di primo piano, e lo stesso paese di Sardara fu fortificato. Nel mwba1409, l'ultimo giudice d'Arborea mwbqGuglielmo III di Narbona, sconfitto da mwbgMartino il Giovane nella mwbwbattaglia di Sanluri, si rifugiò nel castello, che nel mwca1410 venne occupato dal viceré aragonese Pietro Torellas. Nel mwcq1470 l'occupò il mwcgmarchese di Oristano mwcwLeonardo Alagon dopo la sconfitta data agli aragonesi nella mwdabattaglia di Uras; sconfitto questi però poi nella mwdqbattaglia di Macomer, il castello ed il borgo passarono definitivamenta sotto il dominio aragonese. Sardara fu allora incorporata nella contea di Quirra, feudo dei mwdgCarroz; nel mwdw1603, trasformata la contea in marchesato, feudo dei Centelles, il paese ne fece parte e fu compreso nella baronia di Monreale. Il paese fu riscattato all'ultimo feudatario, il marchese di Quirra Filippo Osorio de la Cueva, nel mwea1839 con la soppressione del sistema feudale.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 7 agosto 1990.cite-ref-4[4] Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Nel centro storico trovano posto diverse chiese:
• La mwhachiesa romanico-gotica di San Gregorio Magno, risalente al primo quarto del mwhqXIV secolo, una delle chiese trecentesche sarde più interessanti, presenta una bellissima bifora di notevole valore architettonico
• La mwhwchiesetta di Santa Anastasia di origine bizantina, anche se il suo assetto attuale risale al mwiaXV secolo, dove al suo interno ritroviamo un pozzo sacro di età nuragica, un fonte battesimale del '500, un Cristo ligneo del '600 e la statua di Sant'Anastasia
• La mwigchiesa di Sant'Antonio risalente al mwiwXVII secolo, dove al suo interno si può ammirare un altare ligneo policromo settecentesco con tre nicchie dove troneggiano le statue di San Francesco, Sant'Antonio e della Madonna della difesa;
• La mwkgchiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta (patrona di Sardara), edificata nei primi decenni del mwkw1600, probabilmente su una preesistente chiesa romanica. È dotata di torre campanaria a canna quadrata, costruita tra il mwla1634 e il mwlq1639, demolita e poi ricostruita nel mwlg1706. Al suo interno sono presenti un antico organo a canne del mwlw1758, un bellissimo altare marmoreo e delle pregevoli statue lignee, tra cui quella di San Bartolomeo, i busti lignei dei Santi Pietro e Paolo e il mwmaretablo con altare ligneo della Madonna d'Itria del mwmqXVIII secolo.
Nella zona delle terme si trova il mwmwsantuario diocesano di Santa Maria de is Acuas, chiamata popolarmente anche mwnaSanta Mariàcuas (Madonna delle Acque), Patrona massima della mwnqdiocesi di Ales-Terralba, da sempre meta di pellegrinaggi e sede di un'importante festa religiosa popolare. Nell'altare del santuario è presente l'antica statua della Madonna, realizzata in epoca spagnola e databile tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. In realtà però, il culto di Santa Mariàcuas, che anticamente era denominata probabilmente "Madonna del latte dolce", pare che risalga già al periodo bizantino. Il simulacro processionale, invece, è custodito tutto l'anno nella parrocchia della Beata Vergine Assunta e viene trasferito processionalmente al Santuario in occasione delle festività di maggio e settembre.
Architetture civili
Molto suggestivo è il centro storico del paese con le strade in selciato e le tipiche case campidanesi in pietra, dotate di pregevoli portali.
Nel centro abitato si possono ammirare alcuni edifici storici di pregio e ville padronali, come "Villa Diana" e "Casa Pilloni", inserite nell'itinerario delle ville e delle dimore di pregio in Sardegna, la Casa Orrù, l'edificio delle vecchie scuole elementari e la Casa del Balilla.
Architetture militari
Il centro abitato e la sottostante pianura sono dominati dal sistema collinare di Monreale, sul quale svettano i resti del mwqqCastello medievale di Monreale, che sorgono in cima a un imponente colle di forma conica a 274 m mwqgs.l.m., a sud-ovest del paese, visibile da buona parte del mwqwCampidano. Il castello, che fu edificato probabilmente poco dopo l'anno mwra1000, sopra precedenti insediamenti nuragici, è unico nel suo genere in mwrqSardegna, perché è il solo ad avere il mastio, otto torri e una cinta muraria lunga circa mwrg1 km che racchiude i resti di un borgo medioevale.
La fortezza fu la più importante roccaforte del mwsagiudicato di Arborea e assieme ai castelli di Marmilla (mwsqLas Plassas) e di Arcuentu (mwsgArbus), controllava il confine meridionale del giudicato arborense con il mwswGiudicato di Calari (o mwtaCagliari) e rivestì un ruolo importante durante le guerre contro i catalano-aragonesi. Il titolo "Monreale" deriva dalla sua antica denominazione "mwtqCastrum Montis Regalis". Qui vi soggiornarono importanti personaggi della storia del medioevo sardo, come, ad esempio, i giudici mwtgUgone II, mwtwMariano IV di Arborea e la famosa giudicessa mwuaEleonora d'Arborea.
Stando alle fonti documentarie, si ha menzione del fortilizio per la prima volta nel mwug1309, quando risulta concesso dal Re mwuwGiacomo II d'Aragona a Mariano e Andreotto de Bas, mwvagiudici di Arborea e per conto di questi amministrato dal comune di mwvqPisa. Nel mwvg1324 si ha la prima attestazione dell'utilizzo di questo castello come residenza regale, nei documenti relativi al soggiorno di mwvwTeresa di Entenza, moglie dell'Infante mwwaAlfonso d'Aragona. La fortezza venne poi utilizzata come rifugio dalle truppe arborensi guidate da mwwqGuglielmo III di Narbona, sconfitto nel mwwg1409 durante la famosa mwwwbattaglia di Sanluri dall'esercito di mwxaMartino il Giovane.
Dopo la caduta del mwxggiudicato di Arborea, il castello passò agli Aragonesi e fu compreso nella contea di Quirra. Nel mwxw1470 venne conquistato da mwyaLeonardo Alagon, mwyqmarchese di Oristano, che sconfisse gli aragonesi guidati dal mwygviceré di Sardegna Nicolò Carroz nella battaglia di Uras. Nel mwyw1478 Leonardo Alagon fu sconfitto nella mwzabattaglia di Macomer e il Monreale tornò in possesso degli aragonesi; la fortezza venne poi smantellata e abbandonata.
Successivamente è stato oggetto di restauro e sono ben visibili in cima sul colle le possenti mura del mastio e parte dei resti dell'antico borgo medievale. Dal castello si domina tutto il sottostante mwzgCampidano, dal Golfo di mwzwOristano a quello di mw0aCagliari e nelle giornate più limpide si riesce a scorgere persino il mw0qGennargentu.
Siti archeologici
Nel suo territorio sono presenti numerose tracce della vita delle comunità che in passato hanno abitato il territorio. Fra i monumenti e i siti archeologici più importanti ricordiamo il mw1avillaggio nuragico con mw1qtempio a pozzo sacro di Sant'Anastasia, situato dentro il centro abitato, nell'area dove sorge la chiesetta di Sant'Anastasia.
Il mw4wtempio a pozzo nuragico, realizzato con blocchi di mw5abasalto è uno dei più antichi e meglio conservati dell'Isola e risale al XIII-XII secolo a.C. Al suo interno vi si accede attraverso una scala di 12 gradini che conduce a una camera ipogeica circolare dal diametro di 4 metri con copertura a "mw5qtholos" dell'altezza di 5 metri; qui le antiche popolazioni nuragiche di tutto il territorio praticavano il culto delle acque, perché si riteneva che le acque di questo pozzo avessero delle proprietà curative ("mw5gFuntana de is dolus"). L'acqua che lo alimenta proviene dalla sorgente "mw5wSa mitzixedda", situata sulle colline che sovrastano il paese ed è stata incanalata artificialmente per arrivare al pozzo. Attorno ad esso e alla chiesetta di Sant'Anastasia è ben visisbile una parte del villaggio nuragico, dove attualmente vi si trovano i resti di alcune "capanne" nelle quali si riunivano le popolazioni nuragiche. Gli scavi archeologici effettuati nel sito hanno riportato alla luce importanti reperti bronzei e ceramici. Proprio da questo antico villaggio nacque il centro abitato di Sàrdara.
A poca distanza dall'area archeologica di Santa Anastasia, in località "Sa Costa", in una tomba a fossa megalitica, nel mw6q1912 vennero rinvenuti i famosi "arcieri in bronzo".
L'importanza che rivestì il territorio sardarese in epoca mw6wnuragica è testimoniata anche dalla presenza di una trentina di mw7anuraghi situati sia sui colli che nelle aree pianeggianti; tra questi ricordiamo il mw7qNuraghe Arrubiu, lungo la strada provinciale Sardara-Pabillonis, nelle vicinanze delle terme. Si tratta di un nuraghe monotorre quasi totalmente intatto avente una posizione strategica; nella zona sono presenti altri cinque nuraghi. Vicinissimo alla SS131 è il mw7gnuraghe Perra, mai scavato e completamente ricoperto dalla terra e dalla vegetazione.
Da segnalare anche la presenza di una mw8atomba dei giganti nei pressi del confine con il territorio comunale di Sanluri.
Terme
Sardara è nota per le sue rinomate mw9aterme, che sono situate in una piccola valle a circa 2mw9q km a ovest del centro abitato, ai piedi del castello di Monreale e lungo la strada provinciale per mw9gPabillonis. Qui trovano posto i moderni stabilimenti termali, immersi nel verde del boschetto degli eucalipti, dei pini e della macchia mediterranea, accanto all'antico edificio delle mw9wterme romane, che in passato erano conosciute con il nome di "mw-aAquae Neapolitanae (II-I secolo a.C.), citate da mw-qTolomeo nell'mw-gItinerario antonino. I resti delle antiche terme romane, ancora visibili, vennero inglobati negli edifici delle prime terme moderne della mw-wSardegna, edificate alla fine dell'800.
Le acque mw-qtermali delle sorgenti di Sardara che sgorgano a varie temperature comprese tra i 50 e i 68mw-g °C, vengono classificate in minerali-bicarbonato-alcaline-ipertermali e sono utili nella cura di disturbi locomotori, respiratori, dell'apparato digerente e per il trattamento di inestetismi della pelle.
Società
Evoluzione demografica
In base ai dati ISTAT è possibile redigere la tabella sottostante, nella quale si evidenzia la popolazione maschile, femminile, quella sotto i 25 anni, quella anziana (ovvero con età superiore ai 65 anni) e gli over 80, 90 e ultracentenari relativamente agli anni 2001cite-ref-5[5], 2011cite-ref-6[6] e 2018cite-ref-7[7].
| Anno | Maschi | Femmine | Under 25 | Over 65 | Over 80 | Over 90 | Ultracentenari | Popolazione totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2001 | 2139 | 2214 | 1296 | 732 | 171 | 30 | 1 | 4353 |
| 2011 | 2076 | 2141 | 922 | 835 | 257 | 37 | 3 | 4153 |
| 2018 | 1954 | 2030 | 780 | 1024 | 305 | 74 | 2 | 3984 |
Abitanti censiticite-ref-8[8]
Lingue e dialetti
Cultura
Musei
Di particolare interesse è il museo archeologico mwauk"Villa Abbas", situato nelle vicinanze della parrocchiale della Beata Vergine Assunta, uno dei pochi musei presenti nell'Isola dotati di percorso tattile per i non vedenti, dove sono esposti numerosi reperti risalenti a tutto il periodo che va dal neolitico al tardo medioevo, rinvenuti sia nel territorio di Sardara e sia in diversi comuni della mwauoprovincia del Medio Campidano e della mwausprovincia di Cagliari.
Eventi
Nel corso dell'anno a Sardara si svolgono diverse feste e manifestazioni; la più importante è quella dedicata a mwau4mwau8Santa Mariàcuas, Patrona della mwavadiocesi di Ales-Terralba e Compatrona di Sardara, che ogni anno viene celebrata con grande solennità il penultimo lunedì di settembre. La festa è una delle più grandi e suggestive di tutta l'Isola e nei quattro giorni della festività vede la partecipazione di decine di migliaia di devoti e visitatori. Anche nel mese di maggio si festeggia Santa Mariàcuas, durante quella che è chiamata "sa festa de is pastoris" (la festa dei pastori), in tono decisamente minore rispetto alla sagra di settembre.
Nel mese di giugno si festeggia Sant'Antonio di Padova, mentre a metà agosto hanno luogo le celebrazioni dedicate alla Beata Vergine Assunta, Patrona del paese; la prima domenica di settembre si svolgono i festeggiamenti di San Gregorio Magno, mentre a novembre si tiene la festa dedicata a Sant'Anastasia. Per tutte queste feste si tengono festeggiamenti sia di carattere religioso che civile.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwav4mwav8mwawaBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwawedemo.istat.it, mwawiISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwawymwawcmwawgClassificazione sismica (mwawkmwawoXLS), su mwawsrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaw8mwaxamwaxeTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaximwaxmPDF), in mwaxqciterefmwaxuLeggemwaxy mwaxc26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaxgAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaxk 151. mwaxoURL consultato il 25 aprile 2012 mwaxs(archiviato dall'mwaxwurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwayamwayemwayiSardara, su mwaymArchivio Centrale dello Stato. mwayqURL consultato il 17 agosto 2025.
cite-note-88. ↑ Dati tratti da: mwaakmwaaomwaasmwaawmwaa0Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaa4mwaa8PDF), su mwabaebiblio.istat.it, mwabeISTAT. mwabimwabmmwabqmwabuPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwabyesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
Bibliografia
• mwabsManlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X. URL consultato il 9 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2014).
• mwab0Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007. URL consultato il 9 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2012).
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Collegamenti esterni
• mwaciLa scheda del comune nel portale mwacmComunas della Regione Sardegna mwacq URL consultato in data 02-01-2013.